Guida agevolazioni fiscali per ristrutturazioni Giugno 2017

19 giugno 2017
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Categoria: Novità
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Guida Agevolazioni Ristrutturazioni GIUGNO 2017

versione aggiornata al 14 GIUGNO 2017
65%-50%-36% – IVA AGEVOLATA – ACQUISTO BOX – MOBILI ED ELETTRODOMESTICI – ACQUISTO IMMOBILI RISTRUTTURATI
Ufficio Comunicazione
Sezione Pubblicazioni on line
RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE:
LE AGEVOLAZIONI FISCALI
Gli aggiornamenti più recenti:
 proroga della maggiore detrazione (Irpef) per gli interventi di
recupero del patrimonio edilizio
 le nuove regole per la detrazione (Irpef e Ires) delle spese
sostenute per l’adozione di misure antisismiche e per la cessione
del credito
 beneficiari del diritto alle detrazioni
 agevolazioni sull’acquisto del box auto
 pagamenti con bonifici
 proroga della detrazione per l’acquisto di mobili ed
elettrodomestici
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INDICE
INTRODUZIONE ……………………………………………………………………………………. 2
1. LA DETRAZIONE IRPEF PER LE SPESE DI RISTRUTTURAZIONE …………………………. 4
Chi può fruire della detrazione …………………………………………………………………. 5
Per quali lavori spettano le agevolazioni ……………………………………………………… 6
Misure antisismiche …………………………………………………………………………….. 11
La cessione del credito relativo alla detrazione per interventi condominiali antisismici . 13
Acquisto box: quando spetta l’agevolazione ……………………………………………….. 16
Cosa deve fare chi ristruttura per fruire della detrazione ……………………………….. 18
Come si può perdere la detrazione …………………………………………………………… 21
Se cambia il possesso ………………………………………………………………………….. 22
Cumulabilità con la detrazione Irpef per il risparmio energetico ……………………….. 23
Detrazione per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici ………………………… 23
2. L’IVA SULLE RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE………………………………………………. 27
Agevolazione per lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria ……………………. 27
Iva agevolata per lavori di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione …. 28
3. LA DETRAZIONE PER GLI ACQUIRENTI E GLI ASSEGNATARI DI IMMOBILI
RISTRUTTURATI ……………………………………………………………………………… 29
Condizioni richieste per fruire dell’agevolazione …………………………………………… 30
Adempimenti e documenti richiesti ………………………………………………………….. 31
Cumulabilità con altre agevolazioni ………………………………………………………….. 31
4. LA DETRAZIONE IRPEF DEL 19% DEGLI INTERESSI PASSIVI SUI MUTUI …………… 32
In cosa consiste …………………………………………………………………………………. 32
Condizioni richieste per ottenere la detrazione ……………………………………………. 32
5. I PRINCIPALI TIPI DI INTERVENTI AMMESSI ALLA DETRAZIONE IRPEF …………….. 34
Interventi sulle singole unità abitative ………………………………………………………. 34
Interventi sulle parti condominiali ……………………………………………………………. 37
6. PER SAPERNE DI PIÙ ………………………………………………………………………… 41
aggiornamento 14 giugno 2017
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INTRODUZIONE
L’agevolazione fiscale sugli interventi di ristrutturazione edilizia è
disciplinata dall’art. 16-bis del Dpr 917/86 (Testo unico delle
imposte sui redditi).
Consiste in una detrazione dall’Irpef del 36% delle spese
sostenute, fino a un ammontare complessivo delle stesse non
superiore a 48.000 euro per unità immobiliare.
Tuttavia, per le spese effettuate dal 26 giugno 2012 al 30 giugno 2013, il decreto
legge n. 83/2012 ha elevato al 50% la misura della detrazione e a 96.000 euro
l’importo massimo di spesa ammessa al beneficio.
Questi maggiori benefici sono poi stati prorogati più volte da provvedimenti
successivi. Da ultimo, la legge di bilancio 2017 (legge n. 232 dell’11 dicembre 2016)
ha prorogato al 31 dicembre 2017 la possibilità di usufruire della maggiore
detrazione Irpef (50%), confermando il limite massimo di spesa di 96.000 euro per
unità immobiliare.
Dal 1° gennaio 2018 la detrazione tornerà alla misura ordinaria del 36% e con il
limite di 48.000 euro per unità immobiliare.
La legge di bilancio 2017 ha inoltre prorogato la detrazione del 50% per l’acquisto di
mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni),
finalizzati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione.
Per questi acquisti sono detraibili le spese documentate e sostenute dal 6 giugno
2013 al 31 dicembre 2017. Dal 2017, tuttavia, la detrazione è consentita solo se
l’intervento di ristrutturazione edilizia è iniziato in data non anteriore al 1° gennaio
2016.
Infine, riguardo alle spese sostenute per interventi di adozione di misure
antisismiche, la legge di bilancio 2017 ha previsto, oltre alla proroga delle detrazioni
fino al 31 dicembre 2021, nuove e più specifiche regole per poterne usufruire,
differenziandole a seconda del risultato ottenuto con l’esecuzione dei lavori, della
zona in cui si trova l’immobile e della tipologia di edificio.
A differenza della precedente normativa, per esempio, dal 2017 l’agevolazione
riguarda non soltanto gli edifici che si trovano nelle zone sismiche ad alta
pericolosità (zone 1 e 2) ma anche quelli situati nelle zone a minor rischio (zona
sismica 3).
Inoltre, la detrazione può essere ripartita in 5 quote annuali e riguarda tutti gli
immobili abitativi e non soltanto quelli adibiti ad abitazione principale o ad attività
produttive.
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Detrazioni più elevate, infine, sono state introdotte qualora dalla realizzazione degli
interventi derivi una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio ad una
classe di rischio inferiore o quando gli interventi sono realizzati sulle parti comuni di
edifici condominiali.
La presente guida intende fornire le indicazioni utili per richiedere correttamente il
beneficio fiscale, illustrando modalità e adempimenti.
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1. LA DETRAZIONE IRPEF PER LE SPESE DI RISTRUTTURAZIONE
È possibile detrarre dall’Irpef (l’imposta sul reddito delle persone
fisiche) una parte degli oneri sostenuti per ristrutturare le
abitazioni e le parti comuni degli edifici residenziali situati nel
territorio dello Stato.
In particolare, i contribuenti possono usufruire delle seguenti
detrazioni:
 50% delle spese sostenute (bonifici effettuati) dal 26 giugno 2012 al 31
dicembre 2017, con un limite massimo di 96.000 euro per ciascuna unità
immobiliare
 36%, con il limite massimo di 48.000 euro per unità immobiliare, delle somme
che saranno spese dal 1° gennaio 2018.
L’agevolazione può essere richiesta per le spese sostenute nell’anno, secondo il
criterio di cassa, e va suddivisa fra tutti i soggetti che hanno sostenuto la spesa e
che hanno diritto alla detrazione.
Il limite di spesa è annuale e riguarda il singolo immobile e le sue pertinenze
unitariamente considerate, anche se accatastate separatamente. Gli interventi edilizi
effettuati sulla pertinenza non hanno, infatti, un autonomo limite di spesa, ma
rientrano nel limite previsto per l’unità abitativa di cui la pertinenza è al servizio.
Se gli interventi realizzati in ciascun anno consistono nella prosecuzione di lavori
iniziati in anni precedenti, per determinare il limite massimo delle spese detraibili si
deve tenere conto di quelle sostenute nei medesimi anni: si avrà diritto
all’agevolazione solo se la spesa per la quale si è già fruito della relativa detrazione
non ha superato il limite complessivo previsto.
Quando gli interventi di ristrutturazione sono realizzati su immobili residenziali adibiti
promiscuamente all’esercizio di un’attività commerciale, dell’arte o della professione, la
detrazione spetta nella misura ridotta del 50%.
Per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell’edificio, il beneficio compete con
riferimento all’anno di effettuazione del bonifico da parte dell’amministrazione del
condominio.
In tale ipotesi, la detrazione spetta al singolo condomino nel limite della quota a lui
imputabile, a condizione che quest’ultima sia stata effettivamente versata al
condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi.
Ciascun contribuente ha diritto a detrarre annualmente la quota spettante nei limiti
dell’Irpef dovuta per l’anno in questione. Non è ammesso il rimborso di somme
eccedenti l’imposta.
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ESEMPIO
Se la quota annua detraibile è di 1.200 euro e l’Irpef (trattenuta dal sostituto d’imposta o
comunque da pagare con la dichiarazione dei redditi) nell’anno in questione ammonta a
1.000 euro, la parte residua della quota annua detraibile (200 euro) non può essere
recuperata in alcun modo.
L’importo eccedente, infatti, non può essere richiesto a rimborso né può essere
conteggiato in diminuzione dell’imposta dovuta per l’anno successivo.
LA RIPARTIZIONE DELLA DETRAZIONE
La detrazione deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo, nell’anno in
cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi.
Il contribuente che, pur avendone diritto, non ha usufruito dell’agevolazione in uno o
più anni (ad esempio, per incapienza o perché esonerato dalla presentazione della
dichiarazione dei redditi), nei successivi periodi d’imposta può comunque beneficiare
della detrazione, indicando in dichiarazione il numero della rata corrispondente.
Chi può fruire della detrazione
Possono usufruire della detrazione sulle spese di ristrutturazione tutti i contribuenti
assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), residenti o meno nel
territorio dello Stato.
L’agevolazione spetta non solo ai proprietari degli immobili ma anche ai titolari di
diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne
sostengono le relative spese:
 proprietari o nudi proprietari
 titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie)
 locatari o comodatari
 soci di cooperative divise e indivise
 imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o
merce
 soggetti indicati nell’articolo 5 del Tuir, che producono redditi in forma associata
(società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi
equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori
individuali.
Hanno diritto alla detrazione, inoltre, purché sostengano le spese e siano intestatari
di bonifici e fatture:
 il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto
dell’intervento (il coniuge, il componente dell’unione civile, i parenti entro il terzo
grado e gli affini entro il secondo grado)
 il coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge
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 il convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi
né titolare di un contratto di comodato, per le spese sostenute a partire dal 1°
gennaio 2016.
In questi casi, ferme restando le altre condizioni, la detrazione spetta anche se le
abilitazioni comunali sono intestate al proprietario dell’immobile.
La legge n. 76/2016, per garantire la tutela dei diritti derivanti dalle unioni civili tra
persone delle stesso sesso, equipara al vincolo giuridico derivante dal matrimonio quello
prodotto dalle unioni civili, stabilendo che, ad esclusione delle previsioni del codice civile
non richiamate espressamente e quelle della legge sull’adozione, “le disposizioni che si
riferiscono al matrimonio e le disposizioni contenenti le parole ‘coniuge’, ‘coniugi’ o
termini equivalenti, ovunque ricorrono nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei
regolamenti nonché negli atti amministrativi e nei contratti collettivi, si applicano anche
ad ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso”.
Nel caso di due comproprietari di un immobile, se la fattura e il bonifico sono
intestati a uno solo di essi, ma le spese di ristrutturazione sono state sostenute da
entrambi, la detrazione spetta anche al soggetto che non è stato indicato nei
predetti documenti, a condizione che nella fattura sia annotata la percentuale di
spesa da quest’ultimo sostenuta.
Se è stato stipulato un contratto preliminare di vendita (compromesso), l’acquirente
dell’immobile ha diritto all’agevolazione se:
 è stato immesso nel possesso dell’immobile
 esegue gli interventi a proprio carico
 è stato registrato il compromesso.
Può richiedere la detrazione anche chi esegue in proprio i lavori sull’immobile,
limitatamente alle spese di acquisto dei materiali utilizzati.
Per quali lavori spettano le agevolazioni
I lavori sulle unità immobiliari residenziali e sugli edifici residenziali per i quali spetta
l’agevolazione fiscale sono i seguenti.
A. Gli interventi indicati alle lettere a), b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001
(Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia),
effettuati su tutte le parti comuni degli edifici residenziali. Si tratta degli
interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e
risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia.
B. Gli interventi elencati alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001
(manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo,
ristrutturazione edilizia), effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di
qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze.
Gli interventi di manutenzione ordinaria (vedi l’apposito paragrafo) sono quindi ammessi
all’agevolazione solo se riguardano parti comuni di edifici residenziali.
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C. Gli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato
a seguito di eventi calamitosi, anche se detti lavori non rientrano nelle categorie
indicate nelle precedenti lettere A e B e a condizione che sia stato dichiarato lo
stato di emergenza.
D. Gli interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali,
anche a proprietà comune.
E. I lavori finalizzati
 all’eliminazione delle barriere architettoniche, aventi a oggetto ascensori e
montacarichi (per esempio, la realizzazione di un elevatore esterno
all’abitazione)
 alla realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la
robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia idoneo a favorire
la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone portatrici di
handicap gravi, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge n. 104/1992.
La detrazione compete unicamente per le spese sostenute per realizzare
interventi sugli immobili, mentre non spetta per le spese sostenute in
relazione al semplice acquisto di strumenti, anche se diretti a favorire la
comunicazione e la mobilità interna ed esterna.
Pertanto, a titolo di esempio, non rientrano nell’agevolazione i telefoni a viva
voce, gli schermi a tocco, i computer, le tastiere espanse. Tali beni, tuttavia,
sono inquadrabili nella categoria dei sussidi tecnici e informatici per i quali, a
determinate condizioni, è prevista la detrazione Irpef del 19%.
F. Interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del
compimento di atti illeciti da parte di terzi.
Per “atti illeciti” si intendono quelli penalmente illeciti (per esempio, furto,
aggressione, sequestro di persona e ogni altro reato la cui realizzazione comporti
la lesione di diritti giuridicamente protetti).
In questi casi, la detrazione è applicabile unicamente alle spese sostenute per
realizzare interventi sugli immobili. Non rientra nell’agevolazione, per esempio, il
contratto stipulato con un istituto di vigilanza.
A titolo esemplificativo, rientrano tra queste misure:
 rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie
degli edifici
 apposizione di grate sulle finestre o loro sostituzione
 porte blindate o rinforzate
 apposizione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini
 installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti
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 apposizione di saracinesche
 tapparelle metalliche con bloccaggi
 vetri antisfondamento
 casseforti a muro
 fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati
 apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline.
G. Gli interventi finalizzati alla cablatura degli edifici e al contenimento
dell’inquinamento acustico.
H. Gli interventi effettuati per il conseguimento di risparmi energetici, con
particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti
rinnovabili di energia. Rientra tra i lavori agevolabili, per esempio, l’installazione
di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica, in quanto
basato sull’impiego della fonte solare e, quindi, sull’impiego di fonti rinnovabili di
energia (risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 22/E del 2 aprile 2013).
Per usufruire della detrazione è comunque necessario che l’impianto sia installato
per far fronte ai bisogni energetici dell’abitazione (cioè per usi domestici, di
illuminazione, alimentazione di apparecchi elettrici, eccetera) e, quindi, che lo
stesso sia posto direttamente al servizio dell’abitazione.
Questi interventi possono essere realizzati anche in assenza di opere edilizie
propriamente dette, acquisendo idonea documentazione attestante il
conseguimento di risparmi energetici in applicazione della normativa vigente in
materia.
I. Gli interventi per l’adozione di misure antisismiche con particolare riguardo
all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica. Tali opere devono
essere realizzate sulle parti strutturali degli edifici o complessi di edifici collegati
strutturalmente e comprendere interi edifici. Se riguardano i centri storici,
devono essere eseguiti sulla base di progetti unitari e non su singole unità
immobiliari.
Sono agevolate, inoltre, le spese necessarie per la redazione della
documentazione obbligatoria idonea a comprovare la sicurezza statica del
patrimonio edilizio, nonché per la realizzazione degli interventi necessari al
rilascio della suddetta documentazione.
J. Gli interventi di bonifica dall’amianto e di esecuzione di opere volte a evitare gli
infortuni domestici.
Con riferimento alla sicurezza domestica, non dà diritto alla detrazione il
semplice acquisto, anche a fini sostitutivi, di apparecchiature o elettrodomestici
dotati di meccanismi di sicurezza, in quanto tale fattispecie non integra un
intervento sugli immobili (per esempio, non spetta alcuna detrazione per
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l’acquisto di una cucina a spegnimento automatico che sostituisca una
tradizionale cucina a gas).
L’agevolazione compete, invece, anche per la semplice riparazione di impianti
insicuri realizzati su immobili (per esempio, la sostituzione del tubo del gas o la
riparazione di una presa malfunzionante).
Tra le opere agevolabili rientrano:
 l’installazione di apparecchi di rilevazione di presenza di gas inerti
 il montaggio di vetri anti-infortunio
 l’installazione del corrimano.
ALTRE SPESE AMMESSE ALL’AGEVOLAZIONE
Oltre alle spese necessarie per l’esecuzione dei lavori, ai fini della detrazione è
possibile considerare anche:
 le spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse
 le spese per prestazioni professionali comunque richieste dal tipo di intervento
 le spese per la messa in regola degli edifici ai sensi del DM 37/2008 – ex legge
46/90 (impianti elettrici) e delle norme Unicig per gli impianti a metano (legge
1083/71)
 le spese per l’acquisto dei materiali
 il compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti
 le spese per l’effettuazione di perizie e sopralluoghi
 l’imposta sul valore aggiunto, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le
concessioni, le autorizzazioni e le denunzie di inizio lavori
 gli oneri di urbanizzazione
 gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi
nonché agli adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi
agevolati (decreto n. 41 del 18 febbraio 1998).
Non possono invece ritenersi comprese tra quelle oggetto della detrazione le spese
di trasloco e custodia dei mobili per il periodo necessario all’effettuazione degli
interventi di recupero edilizio.
MANUTENZIONE ORDINARIA
Gli interventi di manutenzione ordinaria sono ammessi all’agevolazione solo quando
riguardano le parti comuni. La detrazione spetta ad ogni condomino in base alla
quota millesimale.
Le parti comuni interessate sono quelle indicate dall’articolo 1117, numeri 1, 2 e 3
del Codice civile.
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Tra queste: il suolo su cui sorge l’edificio, le fondazioni, i muri maestri, i tetti e i
lastrici solari, le scale, i portoni d’ingresso, i vestiboli, i portici, i cortili, tutte le parti
dell’edificio necessarie all’uso comune, i locali per la portineria e per l’alloggio del
portiere, gli ascensori, i pozzi, le cisterne, le fognature, eccetera.
Gli stessi interventi, eseguiti sulle proprietà private o sulle loro pertinenze (garage,
cantine, soffitte), non danno diritto ad alcuna agevolazione.
Sono esempi di interventi di manutenzione ordinaria: le opere di riparazione,
rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici, quelle necessarie a integrare
o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti, la sostituzione di
pavimenti, infissi e serramenti, la tinteggiatura di pareti, soffitti, infissi interni ed
esterni, il rifacimento di intonaci interni, l’impermeabilizzazione di tetti e terrazze, la
verniciatura delle porte dei garage.
Se queste opere fanno parte di un intervento più vasto, come la demolizione di
tramezzature, la realizzazione di nuove mura divisorie e lo spostamento dei servizi,
l’insieme delle stesse è comunque ammesso al beneficio delle detrazioni fiscali.
MANUTENZIONE STRAORDINARIA
Sono considerati interventi di manutenzione straordinaria le opere e le modifiche
necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici e per
realizzare ed integrare i servizi igienico/sanitari e tecnologici, sempre che non
vadano a modificare la volumetria complessiva degli edifici e non comportino
mutamenti delle destinazioni d’uso.
Rientrano tra gli interventi di manutenzione straordinaria anche quelli consistenti nel
frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere,
anche se comportano la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari
nonché del carico urbanistico, a condizione che non sia modificata la volumetria
complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso.
Esempi di manutenzione straordinaria:
• installazione di ascensori e scale di sicurezza
• realizzazione e miglioramento dei servizi igienici
• sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con modifica di
materiale o tipologia di infisso
• rifacimento di scale e rampe
• interventi finalizzati al risparmio energetico
• recinzione dell’area privata
• costruzione di scale interne.
RESTAURO E RISANAMENTO CONSERVATIVO
Sono compresi in questa tipologia gli interventi finalizzati a conservare l’immobile e
assicurarne la funzionalità per mezzo di un insieme di opere che, rispettandone gli
elementi tipologici, formali e strutturali, ne consentono destinazioni d’uso con esso
compatibili.
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Esempi di interventi di restauro e risanamento conservativo:
• interventi mirati all’eliminazione e alla prevenzione di situazioni di degrado
• adeguamento delle altezze dei solai nel rispetto delle volumetrie esistenti
• apertura di finestre per esigenze di aerazione dei locali.
RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA
Tra gli interventi di ristrutturazione edilizia sono compresi quelli rivolti a trasformare
un fabbricato mediante un insieme di opere che possono portare a un fabbricato del
tutto o in parte diverso dal precedente.
Esempi di ristrutturazione edilizia:
• demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria dell’immobile preesistente
• modifica della facciata
• realizzazione di una mansarda o di un balcone
• trasformazione della soffitta in mansarda o del balcone in veranda
• apertura di nuove porte e finestre
• costruzione dei servizi igienici in ampliamento delle superfici e dei volumi esistenti.
Riguardo agli interventi di ristrutturazione edilizia ammessi al beneficio della
detrazione fiscale, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito, tra l’altro, che:
 per la demolizione e ricostruzione con ampliamento, la detrazione non spetta in
quanto l’intervento si considera, nel suo complesso, una “nuova costruzione”
 se la ristrutturazione avviene senza demolire l’edificio esistente e con
ampliamento dello stesso, la detrazione spetta solo per le spese riguardanti la
parte esistente in quanto l’ampliamento configura, comunque, una “nuova
costruzione”.
Questi stessi criteri si applicano anche agli interventi di ampliamento previsti in
attuazione del cosiddetto Piano Casa (Ris. Agenzia delle Entrate n. 4/E del 2011).
Misure antisismiche
La detrazione delle spese sostenute per gli interventi di adozione di misure
antisismiche possono essere usufruite sia dai soggetti passivi Irpef (già indicati nel
paragrafo “Chi può fruire della detrazione”) sia dai soggetti passivi Ires.
La percentuale di detrazione e le regole sono diverse a seconda dell’anno di
effettuazione della spesa.
LE DETRAZIONI IN VIGORE FINO AL 31 DICEMBRE 2016
Per interventi di adozione di misure antisismiche, le cui procedure di autorizzazione
sono state attivate tra il 4 agosto 2013 e il 31 dicembre 2016, è riconosciuta una
detrazione pari al 65% delle spese effettuate entro il 31 dicembre 2016.
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La detrazione deve essere calcolata su un importo complessivo massimo di 96.000
euro per unità immobiliare e va ripartita in dieci quote annuali di pari importo.
Inoltre, l’agevolazione può essere richiesta se:
 l’intervento è effettuato su costruzioni adibite ad abitazione principale o ad
attività produttive
 l’immobile si trova in zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2), i cui criteri
di identificazione sono stati fissati con l’ordinanza del Presidente del Consiglio dei
ministri n. 3274 del 20 marzo 2003.
Per costruzioni adibite ad attività produttive si intendono le unita immobiliari in cui si
svolgono attività agricole, professionali, produttive di beni e servizi, commerciali o
non commerciali.
LE NUOVE DETRAZIONI IN VIGORE DAL 1° GENNAIO 2017
La legge di bilancio 2017, oltre a stabilire una proroga delle detrazioni al 31
dicembre 2021, ha introdotto specifiche regole per la concessione delle agevolazioni,
prevedendo importi più elevati quando alla realizzazione degli interventi consegua
una riduzione del rischio sismico.
Inoltre, ha fatto rientrare tra le spese detraibili anche quelle effettuate per la
classificazione e la verifica sismica degli immobili.
Tipologia dell’immobile
Anzitutto, l’agevolazione fiscale può essere usufruita per interventi realizzati su tutti
gli immobili di tipo abitativo (non soltanto, come in precedenza, su quelli adibiti ad
abitazione principale) e su quelli utilizzati per attività produttive.
Inoltre, si applica non solo agli edifici che si trovano nelle zone sismiche ad alta
pericolosità (zone 1 e 2) ma anche a quelli situati nelle zone a minor rischio (zona
sismica 3). Per l’individuazione delle zone sismiche bisogna sempre far riferimento
all’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003
(pubblicata nel supplemento ordinario n. 72 alla Gazzetta Ufficiale n. 105 dell’8
maggio 2003).
La misura e la ripartizione della detrazione
Per le spese sostenute dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, per interventi di
adozione di misure antisismiche, le cui procedure di autorizzazione sono state
attivate a partire dal 1° gennaio 2017, spetta una detrazione del 50%.
La detrazione va calcolata su un ammontare complessivo di 96.000 euro per unità
immobiliare per ciascun anno e deve essere ripartita in cinque quote annuali di pari
importo, nell’anno in cui sono state sostenute le spese e in quelli successivi.
Qualora gli interventi realizzati in ciascun anno consistano nella mera prosecuzione
di interventi iniziati in anni precedenti, ai fini del calcolo del limite massimo delle
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spese ammesse a fruire della detrazione si deve tener conto anche delle spese
sostenute negli stessi anni per le quali si è già fruito della detrazione.
La detrazione è più elevata nei seguenti casi:
 quando la realizzazione degli interventi produce una riduzione del rischio sismico
che determini il passaggio a una classe di rischio inferiore, la detrazione spetta
nella misura del 70% della spesa sostenuta
 se dall’intervento deriva il passaggio a due classi di rischio inferiori, la detrazione
spetta nella misura dell’80%.
Il decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 28 febbraio 2017 ha
stabilito le linee guida per la classificazione di rischio sismico delle costruzioni e le
modalità per l’attestazione, da parte di professionisti abilitati, dell’efficacia degli interventi
effettuati.
In particolare, il progettista dell’intervento strutturale deve asseverare (secondo il
modello contenuto nell’allegato B del decreto) la classe di rischio dell’edificio prima dei
lavori e quella conseguibile dopo l’esecuzione dell’intervento progettato.
Il direttore dei lavori e il collaudatore statico, se nominato per legge, dopo l’ultimazione
dei lavori e del collaudo, devono attestare la conformità degli interventi eseguiti al
progetto depositato.
La detrazione per gli interventi condominiali
Quando gli interventi sono stati realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali, le
detrazioni dall’imposta sono ancora più elevate.
In particolare, spettano nelle seguenti misure:
 75%, nel caso di passaggio a una classe di rischio inferiore
 85%, quando si passa a due classi di rischio inferiori.
Le detrazioni si applicano su un ammontare delle spese non superiore a 96.000 euro
moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio e vanno ripartite
in 5 quote annuali di pari importo.
La cessione del credito relativo alla detrazione per interventi
condominiali antisismici
Dal 1º gennaio 2017, in luogo della detrazione del 75 o dell’85 per cento, tutti i
beneficiari (soggetti Irpef e Ires) possono scegliere di cedere il corrispondente
credito ai fornitori che hanno effettuato gli interventi o ad altri soggetti privati
(persone fisiche, anche se esercitano attività di lavoro autonomo o d’impresa,
società ed enti).
Non è possibile, invece, cederlo a istituti di credito, intermediari finanziari e
amministrazioni pubbliche.
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La possibilità di cedere il credito riguarda tutti i potenziali beneficiari della
detrazione, compresi coloro che, in concreto, non potrebbero fruirne in quanto non
sono tenuti al versamento dell’imposta, nonché i cessionari del credito che possono,
a loro volta, effettuare ulteriori cessioni.
Le modalità di cessione dei crediti sono state definite con provvedimento del
direttore dell’Agenzia delle Entrate dell’8 giugno 2017.
Il credito cedibile
Il condomino può cedere l’intera detrazione calcolata o sulla base della spesa
approvata dalla delibera assembleare per l’esecuzione dei lavori, per la quota a lui
imputabile, o sulla base delle spese sostenute nel periodo d’imposta dal condominio,
anche sotto forma di cessione del credito d’imposta ai fornitori, per la quota a lui
imputabile.
Chi riceve il credito può cedere, in tutto o in parte, il credito d’imposta acquisito solo
dopo che tale credito è divenuto disponibile.
Il credito d’imposta diventa disponibile dal 10 marzo del periodo d’imposta
successivo a quello in cui il condominio ha sostenuto la spesa e nei limiti in cui il
condomino cedente abbia contribuito al relativo sostenimento per la parte non
ceduta sotto forma di credito d’imposta.
Il credito ceduto ai fornitori si considera disponibile dal 10 marzo del periodo
d’imposta successivo a quello in cui il fornitore ha emesso fattura comprensiva del
relativo importo.
Come avviene la cessione
Il condomino che cede il credito, se i dati della cessione non sono già stati indicati
nella delibera condominiale che approva gli interventi, deve comunicare
all’amministratore del condominio, entro il 31 dicembre del periodo d’imposta di
riferimento, l’avvenuta cessione del credito e la relativa accettazione da parte del
cessionario, indicando, oltre ai propri dati, la denominazione e il codice fiscale di
quest’ultimo.
L’amministratore del condominio effettua le seguenti operazioni:
 comunica annualmente all’Agenzia delle Entrate i dati del cessionario,
l’accettazione da parte di quest’ultimo del credito ceduto e l’importo dello stesso,
spettante sulla base delle spese sostenute dal condominio entro il 31 dicembre
dell’anno precedente.
In mancanza di questa comunicazione la cessione del credito è inefficace
 consegna al condomino la certificazione delle spese a lui imputabili, indicando il
protocollo telematico con il quale ha effettuato la comunicazione all’Agenzia.
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I condòmini appartenenti ai cosiddetti “condomini minimi” che, non avendo l’obbligo di
nominare l’amministratore, non vi abbiano provveduto, possono cedere il credito
incaricando un condomino di effettuare gli adempimenti con le stesse modalità previste
per gli amministratori di condominio.
L’Agenzia delle Entrate rende visibile nel “Cassetto fiscale” del cessionario il credito
che gli è stato attribuito. Tale credito potrà essere utilizzato solo dopo la relativa
accettazione, che deve avvenire attraverso le funzionalità rese disponibili nello
stesso “Cassetto fiscale”.
Le informazioni sull’accettazione del credito da parte del cessionario saranno rese
visibili anche nel “Cassetto fiscale” del cedente.
Se il cessionario cede, a sua volta, il credito ricevuto, deve darne comunicazione
all’Agenzia delle Entrate utilizzando le funzionalità telematiche rese disponibili dalla
stessa Agenzia, che attribuirà il credito al nuovo cessionario con la procedura prima
descritta.
Come si utilizza il credito ricevuto
Il credito d’imposta attribuito al cessionario, che non sia oggetto di successiva
cessione, va ripartito in cinque quote annuali di pari importo. Tali quote sono
utilizzabili in compensazione, presentando il modello F24 esclusivamente tramite i
servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.
Il successivo cessionario, che non cede ulteriormente il credito, lo utilizza in
compensazione sulla base delle rate residue.
Se l’importo del credito d’imposta utilizzato risulta superiore all’ammontare
disponibile, anche tenendo conto di precedenti fruizioni, il relativo modello F24 è
scartato. Lo scarto è comunicato a chi ha trasmesso il modello F24 tramite apposita
ricevuta, consultabile mediante i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.
La quota di credito che non è utilizzata nell’anno può essere utilizzata negli anni
successivi, ma non può essere richiesta a rimborso.
Con apposita risoluzione l’Agenzia delle Entrate istituirà il codice tributo da indicare nel
modello F24 per usufruire del credito e fornirà le istruzioni per la compilazione del
modello stesso.
I controlli dell’Agenzia
Se viene accertata la mancanza, anche parziale, dei requisiti oggettivi che danno
diritto alla detrazione in capo al condomino, l’Amministrazione recupera il credito
corrispondente nei suoi confronti, maggiorato di interessi e sanzioni.
Se, invece, viene accertata l’indebita fruizione del credito, anche parziale, da parte
del cessionario, il relativo importo, maggiorato di interessi e sanzioni, è recuperato
nei suoi confronti.
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Il quadro riassuntivo della detrazione per l’adozione di misure antisismiche
percentuale
di detrazione
65%
50%
70% (75% per gli edifici condominiali)
se, a seguito degli interventi, si passa
a una classe di rischio inferiore
80% (85% per gli edifici condominiali)
se, a seguito degli interventi, si passa
a due classi di rischio inferiori
importo massimo su cui
calcolare la detrazione
96.000
96.000
per gli interventi sulle parti comuni di
edifici condominiali, 96.000
moltiplicato per il numero delle unità
immobiliari dell’edificio
ripartizione
della detrazione
10
quote annuali
5
quote annuali
zona sismica in cui
deve trovarsi l’immobile
zone 1 e 2
zone 1, 2 e 3
utilizzo dell’immobile
abitazione
principale o
attività produttive
qualsiasi immobile a uso abitativo (non
solo l’abitazione principale) e immobili
adibiti ad attività produttive
Acquisto box: quando spetta l’agevolazione
Oltre che per gli interventi relativi alla realizzazione di autorimesse e posti auto,
possono usufruire della detrazione d’imposta anche gli acquirenti di box o posti auto
pertinenziali già realizzati.
La detrazione per l’acquisto del box spetta limitatamente alle spese sostenute per la
sua realizzazione e sempre che le stesse siano dimostrate da apposita attestazione
rilasciata dal venditore.
Condizione essenziale per usufruire dell’agevolazione è, comunque, la sussistenza
del vincolo pertinenziale tra l’abitazione e il box.
CASI PARTICOLARI
Nel caso in cui l’atto definitivo di acquisto sia stipulato successivamente al
versamento di eventuali acconti, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che, in
relazione ai pagamenti effettuati con bonifico bancario o postale, la detrazione
fino al 31
dicembre 2016
2017-2021
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d’imposta spetta solo se è stato regolarmente registrato un compromesso di vendita
dal quale risulti la sussistenza del vincolo pertinenziale tra l’edificio abitativo e il box.
Se manca un preliminare di acquisto registrato, eventuali pagamenti effettuati con
bonifico prima dell’atto notarile non sono ammessi in detrazione. In questo caso,
infatti, al momento del pagamento non è ancora riscontrabile l’effettiva sussistenza
del vincolo pertinenziale richiesto dalla norma.
Tale condizione può essere considerata comunque realizzata nell’ipotesi particolare
in cui il bonifico viene effettuato nello stesso giorno in cui si stipula l’atto, ma in un
orario antecedente a quello della stipula stessa (risoluzione dell’Agenzia delle Entrate
n. 7/E del 13 gennaio 2011).
Per gli acquisti contemporanei di casa e box con unico atto notarile, indicante il vincolo di
pertinenza del box con la casa, l’acquirente può usufruire della detrazione sulle spese di
realizzazione del medesimo, se specificamente documentate.
A queste regole generali sono seguite ulteriori considerazioni dell’Agenzia, fatte con
la circolare n. 43/E del 18 novembre 2016, a proposito della possibilità di usufruire
della detrazione nei casi in cui siano stati effettuati pagamenti prima della stipula
dell’atto notarile o quando manca un preliminare d’acquisto registrato, dai quali sia
possibile rilevare il vincolo pertinenziale tra box e abitazione.
In particolare, l’Agenzia ha ritenuto di poter riconoscere il beneficio fiscale anche in
tali situazioni, ma a una specifica condizione: il vincolo deve risultare costituito e
riportato nel contratto prima della data di presentazione della dichiarazione dei
redditi nella quale il contribuente chiede la detrazione.
Più in generale, è possibile per l’acquirente di un box pertinenziale beneficiare della
detrazione per gli importi versati in acconto sull’acquisto dell’immobile se alla data di
presentazione della dichiarazione dei redditi è stato registrato il preliminare di
acquisto (o il rogito).
Spese pagate senza bonifico
Sempre con la circolare n. 43/E del 18 novembre 2016, l’Agenzia delle Entrate è
intervenuta per fornire istruzioni in merito alla detrazione dell’acquisto del box auto
nei casi in cui il pagamento non sia stato disposto mediante bonifico.
Con questo documento ha precisato che il contribuente può ugualmente fruire della
detrazione, anche in assenza di pagamento mediante bonifico, a condizione che:
 nell’atto notarile siano riportate le somme ricevute dall’impresa che ha ceduto il
box pertinenziale
 ottenga dal venditore, oltre alla certificazione sul costo di realizzo del box, una
dichiarazione sostitutiva di atto notorio con cui attesta che i corrispettivi
accreditati a suo favore sono stati inclusi nella contabilità dell’impresa.
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Cosa deve fare chi ristruttura per fruire della detrazione
Gli adempimenti previsti per richiedere la detrazione sulle spese di ristrutturazione
sono stati, negli ultimi anni, semplificati e ridotti.
Per esempio, è stato soppresso l’obbligo dell’invio della comunicazione di inizio lavori
al Centro operativo di Pescara dell’Agenzia delle Entrate e quello di indicare il costo
della manodopera, in maniera distinta, nella fattura emessa dall’impresa che esegue
i lavori.
È sufficiente indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi
dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione
dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per il controllo della
detrazione.
Inoltre, occorre conservare ed esibire, a richiesta degli uffici, i documenti indicati nel
provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 2 novembre 2011.
In particolare, oltre ai documenti indicati più avanti (comunicazione all’Asl, fatture e
ricevute comprovanti le spese sostenute, ricevute dei bonifici di pagamento), il
contribuente deve essere in possesso di:
 domanda di accatastamento (se l’immobile non è ancora censito)
 ricevute di pagamento dell’imposta comunale (Ici-Imu), se dovuta
 delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori (per gli interventi su
parti comuni di edifici residenziali) e tabella millesimale di ripartizione delle spese
 dichiarazione di consenso del possessore dell’immobile all’esecuzione dei lavori, per
gli interventi effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi
 abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione
alla tipologia di lavori da realizzare (concessioni, autorizzazioni, eccetera) o, se la
normativa non prevede alcun titolo abilitativo, dichiarazione sostitutiva dell’atto
di notorietà in cui indicare la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi
realizzati rientrano tra quelli agevolabili.
Condomìni minimi
I condomìni che, non avendone l’obbligo, non hanno nominato un amministratore e non
possiedono un codice fiscale, possono ugualmente beneficiare della detrazione per i lavori
di ristrutturazione delle parti comuni.
Con la circolare n. 3/E del 2 marzo 2016, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che:
 il pagamento deve essere sempre effettuato mediante l’apposito bonifico
bancario/postale (sul quale è operata la ritenuta d’acconto da parte di banche o
Posta)
 in assenza del codice fiscale del condominio, i contribuenti possono inserire nei
modelli di dichiarazione le spese sostenute riportando il codice fiscale del condomino
che ha effettuato il bonifico.
Il contribuente dovrà dimostrare, in sede di controllo, che gli interventi sono stati
effettuati su parti comuni dell’edificio. Se per la presentazione della dichiarazione si
rivolge a un Caf o a un intermediario abilitato, è tenuto ad esibire, oltre alla
documentazione generalmente richiesta, un’autocertificazione che attesti i lavori
effettuati e che indichi i dati catastali degli immobili del condominio.
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COMUNICAZIONE ALL’AZIENDA SANITARIA LOCALE
Deve essere inviata all’Azienda sanitaria locale competente per territorio una
comunicazione (con raccomandata A.R. o altre modalità stabilite dalla Regione) con
le seguenti informazioni:
 generalità del committente dei lavori e ubicazione degli stessi
 natura dell’intervento da realizzare
 dati identificativi dell’impresa esecutrice dei lavori con esplicita assunzione di
responsabilità, da parte della medesima, in ordine al rispetto degli obblighi posti
dalla vigente normativa in materia di sicurezza sul lavoro e contribuzione
 data di inizio dell’intervento di recupero.
La comunicazione non deve essere effettuata in tutti i casi in cui i decreti legislativi
relativi alle condizioni di sicurezza nei cantieri non prevedono l’obbligo della notifica
preliminare all’Asl.
Nella Provincia di Bolzano la notifica preliminare deve essere inviata esclusivamente
all’Ispettorato del Lavoro.
PAGAMENTO MEDIANTE BONIFICO
Per fruire della detrazione è necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico
bancario o postale (anche “on line”), da cui risultino:
 causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16-bis del Dpr
917/1986)
 codice fiscale del beneficiario della detrazione
 codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.
CAUSALE

Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista
dall’articolo 16-bis del Dpr 917/1986
Pagamento fattura n. ___ del ______ a favore di _______________
partita Iva _________________
Beneficiario della detrazione _________ codice fiscale______________

…………………………………………………………………………………………………………
Le spese che non è possibile pagare con bonifico (per esempio, oneri di
urbanizzazione, diritti per concessioni, autorizzazioni e denunce di inizio lavori,
ritenute fiscali sugli onorari dei professionisti, imposte di bollo) possono essere
assolte con altre modalità.
Quando vi sono più soggetti che sostengono la spesa e tutti intendono fruire della
detrazione, il bonifico deve riportare il numero di codice fiscale delle persone
interessate al beneficio fiscale.
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Se il bonifico contiene l’indicazione del codice fiscale del solo soggetto che fino al 13
maggio 2011 era obbligato a presentare il modulo di comunicazione al Centro
operativo di Pescara, gli altri aventi diritto, per ottenere la detrazione, devono
riportare in un apposito spazio della dichiarazione dei redditi il codice fiscale indicato
sul bonifico.
Per gli interventi realizzati sulle parti comuni condominiali, oltre al codice fiscale del
condominio è necessario indicare quello dell’amministratore o di altro condomino che
effettua il pagamento.
Se l’ordinante del bonifico è una persona diversa da quella indicata nella disposizione di
pagamento quale beneficiario della detrazione, in presenza di tutte le altre condizioni
previste dalla norma, la detrazione deve essere fruita da quest’ultimo (circolare
dell’Agenzia delle Entrate n. 17/E del 24 aprile 2015).
Ritenuta sui bonifici
Al momento del pagamento del bonifico, banche e Poste Italiane Spa devono operare
una ritenuta a titolo di acconto dell’imposta sul reddito dovuta dall’impresa che
effettua i lavori.
Dal 1° gennaio 2015 la ritenuta è pari all’8%.
Con la circolare n. 40 del 28 luglio 2010 l’Agenzia delle Entrate ha fornito le
istruzioni operative in merito all’applicazione di questo adempimento.
Con riferimento alle spese sostenute in favore dei Comuni, se il contribuente paga
con bonifico, pur non essendo tenuto a tale forma di versamento, deve indicare nella
motivazione del pagamento il Comune, come soggetto beneficiario e la causale del
versamento (per esempio, oneri di urbanizzazione, Tosap, eccetera).
In questo modo, la banca o Poste Spa non codificano il versamento come importo
soggetto a ritenuta (risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 3/E del 4 gennaio
2011).
Con la risoluzione n. 9/E del 20 gennaio 2017 l’Agenzia ha precisato che sono validi, ai
fini della detrazione, anche i bonifici effettuati tramite conti aperti presso gli “Istituti di
pagamento”, cioè le imprese, diverse dalle banche, autorizzate dalla Banca d’Italia a
prestare servizi di pagamento.
In questi casi, però, per poter usufruire dell’agevolazione è necessario che l’istituto, in
qualità di sostituto d’imposta, assolva tutti gli adempimenti riguardanti il versamento
della ritenuta d’acconto, della certificazione della stessa (tramite modello CU) e della
trasmissione della dichiarazione (modello 770).
SPESE PAGATE TRAMITE FINANZIAMENTO
Se i lavori sono stati pagati da una società finanziaria che ha concesso un
finanziamento al contribuente, quest’ultimo potrà ugualmente richiedere
l’agevolazione, in presenza degli altri presupposti, a condizione che:
 la società che concede il finanziamento paghi l’impresa che ha eseguito i lavori
con bonifico bancario o postale da cui risultino tutti i dati previsti dalla legge
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(causale del versamento con indicazione degli estremi della norma agevolativa,
codice fiscale del soggetto per conto del quale è eseguito il pagamento, numero
di partita Iva del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato)
 il contribuente sia in possesso della ricevuta del bonifico effettuato dalla società
finanziaria al fornitore della prestazione.
Ai fini della detrazione, l’anno di sostenimento della spesa sarà quello di
effettuazione del bonifico da parte della finanziaria.
ALTRI DOCUMENTI DA CONSERVARE
I contribuenti interessati devono conservare, oltre alla ricevuta del bonifico, le
fatture o le ricevute fiscali relative alle spese effettuate per la realizzazione dei lavori
di ristrutturazione.
Questi documenti, che devono essere intestati alle persone che fruiscono della
detrazione, potrebbero essere richiesti, infatti, dagli uffici finanziari che controllano
le loro dichiarazioni dei redditi.
Per gli interventi realizzati sulle parti comuni condominiali il contribuente, in luogo di
tutta la documentazione prevista, può utilizzare una certificazione rilasciata
dall’amministratore del condominio, in cui lo stesso attesti di avere adempiuto a tutti
gli obblighi previsti e indichi la somma di cui il contribuente può tenere conto ai fini
della detrazione.
Come si può perdere la detrazione
La detrazione non è riconosciuta e l’importo eventualmente fruito viene recuperato
dagli uffici, quando:
 non è stata effettuata la comunicazione preventiva all’Asl competente, se
obbligatoria
 il pagamento non è stato eseguito tramite bonifico bancario o postale o è stato
effettuato un bonifico che non riporti le indicazioni richieste (causale del
versamento, codice fiscale del beneficiario della detrazione, numero di partita Iva
o codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato).
In merito a questo adempimento, con la circolare n. 43/E del 18 novembre 2016,
l’Agenzia delle Entrate ha precisato che il contribuente non perde il diritto
all’agevolazione se, per errore, ha utilizzato un bonifico diverso da quello
“dedicato” o se lo ha compilato in modo errato, cioè in maniera tale da non
consentire a banche, Poste italiane o altri istituti di pagamento di effettuare la
ritenuta d’acconto dell’8%. Per usufruire dell’agevolazione, tuttavia, in queste
ipotesi è necessario farsi rilasciare una dichiarazione sostitutiva di atto notorio in
cui il beneficiario dell’accredito attesti di aver ricevuto le somme e di averle
incluse nella propria contabilità d’impresa
 non sono esibite le fatture o le ricevute che dimostrano le spese effettuate
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 non è esibita la ricevuta del bonifico o questa è intestata a persona diversa da
quella che richiede la detrazione
 le opere edilizie eseguite non rispettano le norme urbanistiche ed edilizie
comunali
 sono state violate le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e quelle relative
agli obblighi contributivi. Per queste violazioni il contribuente non decade dal
diritto all’agevolazione se è in possesso della dichiarazione di osservanza delle
suddette disposizioni resa dalla ditta esecutrice dei lavori (ai sensi del Dpr 28
dicembre 2000, n. 445).
Se cambia il possesso
Se l’immobile sul quale è stato eseguito l’intervento di recupero edilizio è venduto
prima che sia trascorso l’intero periodo per fruire dell’agevolazione, il diritto alla
detrazione delle quote non utilizzate è trasferito, salvo diverso accordo delle parti,
all’acquirente dell’unità immobiliare (se persona fisica).
In sostanza, in caso di vendita e, più in generale, di trasferimento per atto tra vivi, il
venditore ha la possibilità di scegliere se continuare a usufruire delle detrazioni non
ancora utilizzate o trasferire il diritto all’acquirente (persona fisica) dell’immobile.
Tuttavia, in assenza di specifiche indicazioni nell’atto di compravendita, il beneficio
viene automaticamente trasferito all’acquirente dell’immobile.
Per stabilire chi può fruire della quota di detrazione relativa a un anno, occorre
individuare il soggetto che possedeva l’immobile al 31 dicembre di quell’anno.
Il trasferimento di una quota dell’immobile non determina un analogo trasferimento
del diritto alla detrazione, che avviene solo in presenza della cessione dell’intero
immobile. Se, tuttavia, per effetto della cessione della quota chi acquista diventa
proprietario esclusivo dell’immobile, la residua detrazione si trasmette all’acquirente.
In caso di costituzione del diritto di usufrutto, sia a titolo oneroso sia a titolo gratuito, le
quote di detrazione non fruite non si trasferiscono all’usufruttuario, ma rimangono al
nudo proprietario.
In caso di decesso dell’avente diritto, la detrazione non fruita in tutto o in parte è
trasferita, per i rimanenti periodi d’imposta, esclusivamente all’erede o agli eredi che
conservano la “detenzione materiale e diretta dell’immobile”.
La condizione della detenzione del bene deve sussistere non soltanto per l’anno di
accettazione dell’eredità ma anche per ciascun anno per il quale si vuole fruire delle
residue rate di detrazione.
Se, per esempio, l’erede che deteneva direttamente l’immobile ereditato
successivamente concede in comodato o in locazione l’immobile stesso, non potrà
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fruire delle rate di detrazione di competenza degli anni in cui non ha più la
detenzione materiale e diretta del bene.
Potrà beneficiare delle eventuali rate residue di competenza degli anni successivi al
termine del contratto di comodato o di locazione.
In caso di vendita o di donazione da parte dell’erede che ha la detenzione materiale
e diretta del bene, le quote residue della detrazione non fruite da questi non si
trasferiscono all’acquirente o donatario, neanche quando la vendita o la donazione
sono effettuate nello stesso anno di accettazione dell’eredità.
Trasferimento dell’inquilino o del comodatario
La cessazione dello stato di locazione o comodato non fa venire meno il diritto alla
detrazione in capo all’inquilino o al comodatario che hanno eseguito gli interventi oggetto
della detrazione, i quali continueranno quindi a fruirne fino alla conclusione del periodo di
godimento.
Cumulabilità con la detrazione Irpef per il risparmio energetico
La detrazione per gli interventi di recupero edilizio non è cumulabile con
l’agevolazione fiscale (detrazione attualmente del 65%) prevista per i medesimi
interventi dalle disposizioni finalizzate al risparmio energetico.
Pertanto, nel caso in cui gli interventi realizzati rientrino sia nelle agevolazioni
previste per il risparmio energetico che in quelle previste per le ristrutturazioni
edilizie, il contribuente potrà fruire, per le medesime spese, soltanto dell’uno o
dell’altro beneficio fiscale.
Detrazione per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici
Il decreto legge n. 63/2013 ha introdotto una detrazione dall’Irpef del 50% per
l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, di classe non inferiore alla A+ (A per
i forni), finalizzati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione.
La legge di bilancio 2017 (legge n. 232 dell’11 dicembre 2016) ha prorogato questa
detrazione fino al 31 dicembre 2017. Dal 2017, tuttavia, è possibile fruire della
detrazione solo se l’intervento di ristrutturazione sull’immobile è iniziato in data non
anteriore al 1° gennaio 2016.
Quando si può avere
Il principale presupposto per avere la detrazione è la realizzazione di un intervento
di recupero del patrimonio edilizio, sia su singole unità immobiliari residenziali, sia su
parti comuni di edifici residenziali (guardiole, appartamento del portiere, lavatoi, ecc.).
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Quando si effettua un intervento sulle parti condominiali, i condòmini hanno diritto alla
detrazione, ciascuno per la propria quota, solo per i beni acquistati e destinati ad
arredare le stesse. Il bonus non è concesso, invece, se acquistano beni per arredare il
proprio immobile.
Gli interventi edilizi che consentono di richiedere la detrazione sono quelli:
 di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo, di
ristrutturazione edilizia, effettuati sia sulle parti comuni di edificio residenziale sia
sulle singole unità immobiliari residenziali
 di manutenzione ordinaria, effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale
 necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di
eventi calamitosi, anche se non rientranti nelle categorie precedenti e a
condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza
 di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, riguardanti
interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare
e da cooperative edilizie che entro 18 mesi dal termine dei lavori vendono o
assegnano l’immobile.
Per usufruire della detrazione per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, è
inoltre indispensabile che la data di inizio lavori sia anteriore a quella in cui sono
sostenute le spese.
Non è necessario, invece, che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima di
quelle per l’arredo dell’abitazione.
La data di avvio dei lavori può essere dimostrata da eventuali abilitazioni amministrative,
dalla comunicazione preventiva all’Asl, quando la stessa è obbligatoria, da dichiarazione
sostitutiva di atto di notorietà, in relazione a lavori per i quali non sono necessari titoli
abilitativi o comunicazioni.
A differenza di quanto previsto per i lavori di ristrutturazione, le quote della
detrazione per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici non ancora fruite non si
trasferiscono né in caso di decesso del contribuente né in caso di cessione
dell’immobile oggetto di intervento di recupero edilizio, anche nell’ipotesi in cui con
la cessione vengano trasferite all’acquirente le restanti rate della detrazione per le
spese di ristrutturazione.
Per quali acquisti
La detrazione spetta per le spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2017
per l’acquisto di:
 mobili nuovi (tra questi, letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli,
sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché i materassi e gli apparecchi
di illuminazione). È escluso l’acquisto di porte, pavimentazioni (per esempio, il
parquet), tende e tendaggi, nonché di altri complementi di arredo
 grandi elettrodomestici nuovi di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i
forni), per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica. Per
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gli elettrodomestici che ne sono sprovvisti, l’acquisto è agevolato solo se per essi
non è ancora previsto l’obbligo di etichetta energetica. Rientrano nei grandi
elettrodomestici, per esempio: frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici,
lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche,
forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici,
ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.
Tra le spese da portare in detrazione si possono includere quelle di trasporto e di
montaggio dei beni acquistati.
L’acquisto di mobili o di grandi elettrodomestici è agevolabile anche se i beni sono
destinati ad arredare un ambiente diverso dello stesso immobile oggetto di intervento
edilizio.
Importo detraibile
La detrazione spettante, da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari
importo, deve essere calcolata sull’importo massimo di 10.000 euro (riferito,
complessivamente, alle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi
elettrodomestici).
Questo limite riguarda la singola unità immobiliare, comprensiva delle pertinenze, o
la parte comune dell’edificio oggetto di ristrutturazione. Il contribuente che esegue
lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari avrà diritto più volte al beneficio.
Per gli acquisti di mobili e grandi elettrodomestici effettuati entro il 2016,
l’ammontare complessivo di 10.000 euro deve essere calcolato considerando le
spese sostenute nel corso dell’intero arco temporale che va dal 6 giugno 2013 al 31
dicembre 2016 (circolare n. 7 del 4 aprile 2017), anche nel caso di successivi e
distinti interventi edilizi che abbiano interessato la stessa unità immobiliare.
Per gli acquisti di mobili e grandi elettrodomestici effettuati nel 2017 e riferiti a interventi
di ristrutturazione realizzati nel 2016, o iniziati nel 2016 e proseguiti nel 2017,
l’agevolazione va calcolata su un importo complessivo non superiore a 10.000 euro, al
netto delle spese sostenute nel 2016 per le quali si è già fruito della detrazione.
Pagamento e documenti da conservare
Per avere diritto alla detrazione sugli acquisti di mobili e di grandi elettrodomestici
occorre effettuare i pagamenti con bonifico o carta di debito o credito.
Non è consentito, invece, effettuare il pagamento mediante assegni bancari, contanti
o altri mezzi.
Come precisato dall’Agenzia delle Entrate nella circolare n. 7/2016, se il pagamento
è disposto con bonifico bancario o postale, non è necessario utilizzare quello
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(soggetto a ritenuta) appositamente predisposto da banche e Poste S.p.a. per le
spese di ristrutturazione edilizia.
La detrazione è ammessa anche se i beni sono stati acquistati con un finanziamento
a rate, a condizione che la società che eroga il finanziamento paghi il corrispettivo
con le stesse modalità prima indicate e il contribuente abbia una copia della ricevuta
del pagamento.
In questo caso, l’anno di sostenimento della spesa sarà quello di effettuazione del
pagamento da parte della finanziaria.
Stesse modalità devono essere osservate per il pagamento delle spese di trasporto e di
montaggio dei beni.
Per i pagamenti con carte di credito o debito, la data di pagamento è individuata nel
giorno di utilizzo della carta da parte del titolare (indicata nella ricevuta di transazione) e
non nel giorno di addebito sul conto corrente del titolare stesso.
Il contribuente deve conservare:
 la documentazione attestante il pagamento (ricevuta del bonifico, ricevuta di
avvenuta transazione, per i pagamenti con carta di credito o di debito,
documentazione di addebito sul conto corrente)
 le fatture di acquisto dei beni, riportanti la natura, la qualità e la quantità dei
beni e dei servizi acquisiti.
Lo scontrino che riporta il codice fiscale dell’acquirente, insieme all’indicazione della
natura, della qualità e della quantità dei beni acquistati, è equivalente alla fattura.
Lo scontrino che non riporta il codice fiscale dell’acquirente può comunque
consentire la fruizione della detrazione se contiene l’indicazione della natura, qualità
e quantità dei beni acquistati ed è riconducibile al contribuente titolare del
bancomat, in base alla corrispondenza con i dati del pagamento (esercente, importo,
data e ora).
Come previsto per la detrazione per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio,
quando le fatture sono intestate a un coniuge e il bonifico è ordinato dall’altro
coniuge, l’agevolazione spetta a chi ha effettivamente sostenuto la spesa (fermo
restando il rispetto delle altre condizioni richieste), ma occorre annotare sulla fattura
che la spesa è stata sostenuta da chi intende fruire della detrazione.
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2. L’IVA SULLE RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE
Agevolazione per lavori di manutenzione ordinaria e
straordinaria
Sulle prestazioni di servizi relativi a interventi di manutenzione,
ordinaria e straordinaria, realizzati su immobili residenziali, è
previsto un regime agevolato, che consiste nell’applicazione dell’Iva
ridotta al 10%.
Le cessioni di beni restano assoggettate all’aliquota Iva ridotta, invece, solo se la
relativa fornitura è posta in essere nell’ambito del contratto di appalto.
Tuttavia, quando l’appaltatore fornisce beni di valore significativo, l’aliquota ridotta si
applica ai predetti beni soltanto fino a concorrenza del valore della prestazione
considerato al netto del valore dei beni stessi.
Tale limite di valore deve essere individuato sottraendo dall’importo complessivo
della prestazione, rappresentato dall’intero corrispettivo dovuto dal committente, il
valore dei beni significativi.
I beni significativi sono stati espressamente individuati dal decreto 29 dicembre
1999.
Si tratta di:
 ascensori e montacarichi
 infissi esterni e interni
 caldaie
 video citofoni
 apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria
 sanitari e rubinetteria da bagni
 impianti di sicurezza.
Su questi beni significativi, quindi, l’aliquota agevolata del 10% si applica solo sulla
differenza tra il valore complessivo della prestazione e quello dei beni stessi.
ESEMPIO
Costo totale dell’intervento 10.000 euro:
a) 4.000 euro è il costo per la prestazione lavorativa
b) 6.000 euro è il costo dei beni significativi (per esempio, rubinetteria e sanitari).
L’Iva al 10% si applica sulla differenza tra l’importo complessivo dell’intervento e il costo
dei beni significativi: 10.000 – 6.000 = 4.000. Sul valore residuo degli stessi beni (pari a
2.000 euro) l’Iva si applica nella misura ordinaria del 22%.
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Non si può applicare l’Iva agevolata al 10%:
 ai materiali o ai beni forniti da un soggetto diverso da quello che esegue i lavori
 ai materiali o ai beni acquistati direttamente dal committente
 alle prestazioni professionali, anche se effettuate nell’ambito degli interventi
finalizzati al recupero edilizio
 alle prestazioni di servizi resi in esecuzione di subappalti alla ditta esecutrice dei
lavori. In tal caso, la ditta subappaltatrice deve fatturare con l’aliquota Iva
ordinaria del 22% alla ditta principale che, successivamente, fatturerà la
prestazione al committente con l’Iva al 10%, se ricorrono i presupposti per farlo.
Iva agevolata per lavori di restauro, risanamento conservativo e
ristrutturazione
Per tutti gli altri interventi di recupero edilizio è sempre prevista, senza alcuna data
di scadenza, l’applicazione dell’aliquota Iva del 10%.
Si tratta, in particolare:
A. delle prestazioni di servizi dipendenti da contratti di appalto o d’opera relativi alla
realizzazione degli interventi di
 restauro
 risanamento conservativo
 ristrutturazione
B. dell’acquisto di beni, con esclusione di materie prime e semilavorati, forniti per la
realizzazione degli stessi interventi di restauro, risanamento conservativo e di
ristrutturazione edilizia, individuate dall’articolo 3, lettere c) e d) del Testo Unico
delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, approvato con Dpr
6 giugno 2001, n. 380.
L’aliquota Iva del 10% si applica, inoltre, alle forniture dei cosiddetti beni finiti, vale
a dire quei beni che, benché incorporati nella costruzione, conservano la propria
individualità (per esempio, porte, infissi esterni, sanitari, caldaie, eccetera).
L’agevolazione spetta sia quando l’acquisto è fatto direttamente dal committente dei
lavori sia quando ad acquistare i beni è la ditta o il prestatore d’opera che li esegue.
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3. LA DETRAZIONE PER GLI ACQUIRENTI E GLI ASSEGNATARI DI
IMMOBILI RISTRUTTURATI
È prevista una detrazione Irpef anche per gli acquisti di fabbricati, a
uso abitativo, ristrutturati.
In particolare, la detrazione si applica nel caso di interventi di
ristrutturazione riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di
costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie
che provvedono, entro 18 mesi dalla data del termine dei lavori, alla
successiva alienazione o assegnazione dell’immobile.
ATTENZIONE
Anche questa detrazione è stata elevata dal 36 al 50% quando le spese per l’acquisto
dell’immobile sono sostenute nel periodo compreso tra il 26 giugno 2012 e il 31 dicembre
2017 e spetta entro l’importo massimo di 96.000 euro (invece che 48.000 euro).
Dal 2018, la detrazione ritornerà alla misura ordinaria del 36% su un importo massimo di
48.000 euro.
L’acquirente o l’assegnatario dell’immobile deve comunque calcolare la detrazione
(del 50 o 36%), indipendentemente dal valore degli interventi eseguiti, su un
importo forfetario, pari al 25% del prezzo di vendita (compreso dell’Iva) o di
assegnazione dell’abitazione.
ESEMPIO
Il 21 dicembre 2016 un contribuente acquista un’abitazione al prezzo di 200.000 euro.
Il costo forfetario di ristrutturazione (25% di 200.000 euro) è di 50.000 euro. La
detrazione (50% di 50.000 euro) è pari a 25.000 euro.
La detrazione deve essere sempre ripartita in 10 rate annuali di pari importo.
Il limite massimo di spesa ammissibile (48.000 o 96.000 euro) deve essere riferito
alla singola unità abitativa e non al numero di persone che partecipano alla spesa.
Di conseguenza, questo importo va suddiviso tra tutti i soggetti aventi diritto
all’agevolazione.
La detrazione si applica quando sono stati effettuati interventi di restauro e
risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia di cui alle lettere c) e d) del
comma 1 dell’art. 3 del Dpr 380/2001. Non spetta, invece, se sono stati eseguiti
interventi di semplice manutenzione, ordinaria o straordinaria.
Hanno diritto a fruire della detrazione, oltre al proprietario, anche il nudo
proprietario e il titolare di un diritto reale di godimento sull’immobile (uso, usufrutto,
abitazione). Nel caso di acquisto di nuda proprietà e di contestuale costituzione del
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diritto di usufrutto, occorre ripartire la detrazione in proporzione al valore dei due
diritti reali.
INTERVENTI DI RESTAURO
E RISANAMENTO CONSERVATIVO
INTERVENTI
DI RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA
sono quelli fatti per la conservazione
dell’edificio e per assicurarne la funzionalità
(per esempio, consolidamento, ripristino e
rinnovo degli elementi costitutivi
dell’edificio, inserimento di elementi
accessori e di impianti necessari)
sono quelli volti a trasformare un edificio
mediante un insieme sistematico di opere
che possono portare a un organismo
edilizio in tutto o in parte diverso dal
precedente
Condizioni richieste per fruire dell’agevolazione
La detrazione Irpef si applica alle seguenti condizioni:
 l’unità immobiliare deve essere ceduta dall’impresa di costruzione o di
ristrutturazione immobiliare o dalla cooperativa che ha eseguito gli interventi
 l’acquisto o l’assegnazione dell’unità abitativa deve avvenire entro 18 mesi dalla
data del termine dei lavori
 l’immobile acquistato o assegnato deve far parte di un edificio sul quale sono
stati eseguiti interventi di restauro e di risanamento conservativo o di
ristrutturazione edilizia riguardanti l’intero edificio. L’agevolazione trova
applicazione, pertanto, a condizione che gli interventi edilizi riguardino l’intero
fabbricato (e non solo una parte di esso, anche se rilevante)
 il termine “immobile” deve essere inteso come singola unità immobiliare e
l’agevolazione non è legata alla cessione o assegnazione delle altre unità
immobiliari, costituenti l’intero fabbricato, così che ciascun acquirente può
beneficiare della detrazione con il proprio acquisto o assegnazione.
ATTENZIONE
L’acquirente dell’immobile può beneficiare della detrazione anche per gli importi versati in
acconto a condizione che alla data di presentazione della dichiarazione dei redditi siano
stati registrati il preliminare di acquisto o il rogito (circolare n. 43/E del 18 novembre
2016).
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Adempimenti e documenti richiesti
Per fruire dell’agevolazione non è necessario effettuare i pagamenti mediante
bonifico.
Il contribuente deve però essere in possesso dell’atto di acquisto, di assegnazione o
del preliminare di vendita registrato, da cui risulti il rispetto dei termini sopra
indicati.
Se questi atti non riportano la data di ultimazione dei lavori o non indicano che si
tratta di immobile facente parte di un edificio interamente ristrutturato, il
contribuente dovrà chiedere all’impresa di costruzione o alla cooperativa edilizia una
dichiarazione che attesti le condizioni richieste per usufruire dell’agevolazione.
Cumulabilità con altre agevolazioni
Per gli acquisti effettuati nel 2016 e nel 2017, se si intende usufruire anche della
detrazione del 50% dell’Iva pagata all’impresa costruttrice (agevolazione prevista
per l’acquisto di unità immobiliari a destinazione residenziale di classe energetica A o
B), dall’importo delle spese sostenute per l’acquisto dell’immobile va sottratto
l’importo del 50% dell’Iva detratta.
In sostanza, le due agevolazioni sono cumulabili ma vale il principio generale
secondo cui non è possibile far valere due agevolazioni sulla stessa spesa.
La detrazione non è cumulabile, invece, con la deduzione del 20% del prezzo di
acquisto degli immobili destinati alla locazione (agevolazione prevista dall’art. 21 del
Dl 133/2014).
Pertanto, sul costo di acquisto dell’immobile è possibile usufruire, alternativamente,
o della deduzione del 20% o della detrazione per l’acquisto dell’immobile
ristrutturato.
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4. LA DETRAZIONE IRPEF DEL 19% DEGLI INTERESSI PASSIVI SUI
MUTUI
In cosa consiste
I contribuenti che ristrutturano o costruiscono l’abitazione
principale, possono detrarre dall’Irpef, nella misura del 19%, gli
interessi passivi e i relativi oneri accessori pagati sui mutui
ipotecari stipulati per tali scopi, a partire dal 1998, con soggetti
residenti nel territorio dello Stato o di uno Stato membro dell’Unione europea,
oppure con stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di soggetti non residenti.
L’importo massimo sul quale va calcolata la detrazione del 19% è pari a 2.582,28
euro complessivi per ciascun anno d’imposta.
Per costruzione e ristrutturazione si intendono tutti gli interventi realizzati in
conformità al provvedimento comunale che autorizzi una nuova costruzione,
compresi gli interventi di ristrutturazione edilizia di cui all’art. 31, comma 1, lett. d),
della legge 5 agosto 1978, n. 457 (ora trasfuso nell’articolo 3 del Testo Unico delle
disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, approvato con Dpr 6
giugno 2001, n. 380).
La detrazione spetta anche per gli interventi effettuati su un immobile acquistato allo
stato grezzo e per la costruzione e la ristrutturazione edilizia di un fabbricato rurale
da adibire ad abitazione principale del coltivatore diretto.
Per abitazione principale si intende quella nella quale il contribuente e/o i suoi
familiari dimorano abitualmente.
A tal fine rilevano le risultanze dei registri anagrafici o l’autocertificazione, con la
quale il contribuente può attestare anche che dimora abitualmente in luogo diverso
da quello indicato nei registri anagrafici.
In caso di mutuo acceso per la costruzione dell’abitazione principale, la quota di interessi
del coniuge fiscalmente a carico non può essere portata in detrazione dall’altro coniuge, a
differenza di quanto avviene nell’ipotesi dell’acquisto.
Condizioni richieste per ottenere la detrazione
Per usufruire della detrazione in questione è necessario che siano rispettate le
seguenti condizioni:
 il mutuo deve essere stipulato nei 6 mesi antecedenti la data di inizio dei lavori
di costruzione o nei 18 mesi successivi
 l’immobile deve essere adibito ad abitazione principale entro 6 mesi dal termine
dei lavori di costruzione
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 il contratto di mutuo deve essere stipulato dal soggetto che avrà il possesso
dell’unità immobiliare a titolo di proprietà o di altro diritto reale.
La detrazione è limitata all’ammontare degli interessi passivi riguardanti l’importo
del mutuo effettivamente utilizzato in ciascun anno per la costruzione dell’immobile.
La detrazione è cumulabile con quella prevista per gli interessi passivi relativi ai
mutui ipotecari contratti per l’acquisto dell’abitazione principale soltanto per tutto il
periodo di durata dei lavori di costruzione dell’unità immobiliare, nonché per il
periodo di 6 mesi successivi al termine dei lavori stessi.
Il diritto alla detrazione viene meno a partire dal periodo d’imposta successivo a
quello in cui l’immobile non è più utilizzato come abitazione principale.
Non si tiene conto delle variazioni dipendenti da trasferimenti per motivi di lavoro.
La mancata destinazione ad abitazione principale dell’unità immobiliare entro 6 mesi
dalla conclusione dei lavori di costruzione della stessa comporta la perdita del diritto
alla detrazione.
In tal caso, il termine per la rettifica della dichiarazione dei redditi da parte
dell’Agenzia delle Entrate decorre dalla data di conclusione dei lavori di costruzione.
La detrazione non spetta se i lavori di costruzione dell’unità immobiliare da adibire
ad abitazione principale non sono ultimati entro il termine stabilito dal
provvedimento amministrativo che ha consentito la costruzione dell’immobile stesso
(salva la possibilità di proroga). In tal caso, è da questa data che inizia a decorrere il
termine per la rettifica della dichiarazione dei redditi.
Il diritto alla detrazione non viene meno se, per ritardi imputabili esclusivamente
all’Amministrazione comunale nel rilascio delle abilitazioni amministrative richieste
dalla vigente legislazione edilizia, i lavori di costruzione non sono iniziati nei 6 mesi
antecedenti o nei 18 mesi successivi alla data di stipula del contratto di mutuo o i
termini previsti nel precedente periodo non sono rispettati.
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5. I PRINCIPALI TIPI DI INTERVENTI AMMESSI ALLA DETRAZIONE
IRPEF
Ecco un elenco esemplificativo di interventi ammissibili a fruire della
detrazione Irpef. In ogni caso, deve essere verificata la conformità alle
normative edilizie locali.
Interventi sulle singole unità abitative
INTERVENTI MODALITÀ’
Accorpamenti di
locali o di altre unità
immobiliari
Spostamento di alcuni locali da una unità immobiliare ad altra o anche unione di
due unità immobiliari con opere esterne
Allargamento porte
Con demolizioni di modesta entità, realizzazione di chiusure o aperture interne
che non modifichino lo schema distributivo delle unità immobiliari e dell’edificio
Allargamento porte e
finestre esterne
Con demolizioni di modeste proporzioni di muratura
Allarme finestre
esterne
Installazione, sostituzione dell’impianto o riparazione con innovazioni
Ampliamento con
formazione di volumi
tecnici
Demolizione e/o costruzione (scale, vano ascensore, locale caldaia, ecc.) con
opere interne ed esterne
Apertura interna
Apertura vano porta per unire due unità immobiliari o altri locali con opere
interne o apertura sul pianerottolo interno
Ascensore
Nuova installazione o sostituzione di quello preesistente (esterno o interno) con
altro avente caratteri essenziali diversi, oppure per adeguamento L. 13/89
Balconi
Rifacimento con altro avente caratteri diversi (materiali, finiture e colori) da
quelli preesistenti e nuova costruzione
Barriere
architettoniche
Eliminazione
Box auto
Nuova costruzione
(detraibile, purché reso pertinenziale di una unità immobiliare)
Cablatura degli
edifici
Opere finalizzate alla cablatura degli edifici, a condizione che interconnettano
tutte le unità immobiliari residenziali
Caldaia Sostituzione o riparazione con innovazioni
Caloriferi e
condizionatori
Sostituzione con altri anche di diverso tipo e riparazione o installazione di
singoli elementi
(detraibile nelle singole unità immobiliari se si tratta di opere finalizzate al
risparmio energetico)
Installazione di macchinari esterni
Cancelli esterni
Nuova realizzazione o sostituzione con altri aventi caratteristiche diverse
(materiali, dimensioni e colori) da quelle preesistenti
Canna fumaria
Nuova costruzione interna o esterna o rifacimento modificando i caratteri
preesistenti
Cantine
Effettuazione di suddivisioni interne con demolizioni e ricostruzioni tavolati
Opere esterne con modifiche delle caratteristiche delle pareti, porte e finestre
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INTERVENTI MODALITÀ’
Centrale idrica
Riparazioni varie con modifiche distributive interne o esterne
Nuova costruzione (volume tecnico) nell’ambito di un’operazione di
manutenzione straordinaria, di un restauro o di una ristrutturazione
Centrale termica
Riparazioni varie interne ed esterne, conservando le caratteristiche (materiali,
sagoma e colori) uguali a quelle preesistenti (opere murarie)
Con modifiche distributive interne
Con modifiche esterne (sagoma, materiali e colori nuova costruzione volume
tecnico) nell’ambito di un’operazione di manutenzione straordinaria, di un
restauro o di una ristrutturazione
Citofoni,
videocitofoni e
telecamere
Sostituzione o nuova installazione con le opere murarie occorrenti
Contenimento
dell’inquinamento
acustico
Opere finalizzate al contenimento realizzate anche in assenza di opere edilizie
propriamente dette
(detraibile, purché sia certificato il raggiungimento degli standard di legge)
Cornicioni
Nuova formazione o rifacimento con caratteristiche diverse da quelle
preesistenti
Davanzali finestre e
balconi
Nuova realizzazione o sostituzione di quelli preesistenti con altri aventi
caratteristiche diverse (materiali, finiture e colori)
Facciata
Rifacimento, anche parziale, modificando materiali e/o colori (o anche solo i
colori)
Finestra
Nuova apertura o modifica di quelle preesistenti
Sostituzione con finestre di sagoma, materiale e colori diversi
Fognatura
Nuova costruzione o rifacimento con dimensioni e/o percorso diversi da quello
preesistente, con opere interne o esterne (dal limite della proprietà fino alla
fognatura pubblica)
Garage
Riparazioni varie e sostituzioni di parti con caratteristiche diverse da quelle
preesistenti
Nuova costruzione
(detraibile, se reso pertinenziale ad una unità immobiliare)
Gradini scale
Sostituzione gradini interni e esterni, modificando la forma, le dimensioni oi
materiali preesistenti
Grondaie Nuova installazione o sostituzione con modifiche della situazione preesistente
Impianto di
riscaldamento
autonomo interno
(purché conforme al
DM 37/2008 – ex
legge 46/90)
Nuovo impianto, senza opere edilizie
Nuovo impianto con opere edilizie esterne (canna fumaria e/o altre opere
interne o esterne) per riscaldamento o ventilazione
Riparazioni con ammodernamenti e/o innovazioni
Impianto elettrico Sostituzione dell’impianto o integrazione per messa a norma
Impianto idraulico Sostituzione o riparazione con innovazioni rispetto al preesistente
Inferriata fissa
Sostituzione con innovazioni rispetto alla situazione preesistente
Nuova installazione con o senza opere esterne
Infissi esterni
Nuova installazione o sostituzione con altri aventi sagoma, materiali o colori
diversi (solo se riguarda l’intera facciata)
Interruttore
differenziale
Sostituzione o riparazione con innovazioni
Intonaci esterni
facciata
Intonaci e tinteggiatura esterna con modifiche a materiali e/o colori
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INTERVENTI MODALITÀ’
Lastrico solare Rifacimento con materiali diversi rispetto a quelli preesistenti
Locale caldaia
Riparazioni murarie varie con modifiche rispetto alla situazione preesistente
Nuova formazione (volume tecnico) o esecuzione di interventi esterni che
modificano materiali-finiture-colori
Lucernari
Nuova formazione o sostituzione con altri aventi caratteri (sagoma e colori)
diversi da quelli preesistenti
Mansarda
Modifiche interne ed esterne con opere edilizie, senza modificarne la
destinazione d’uso
Marciapiede Nuova realizzazione su suolo privato
Messa a norma degli
edifici
Interventi di messa a norma degli edifici (detraibile, purché compresa nelle
categorie di cui all’art. 1, L. 449/97 e siano presentate le certificazioni di
legge)
Montacarichi
Nuova installazione e sostituzione di quello preesistente con altro avente
caratteristiche (materiali e colori) diverse da quelle preesistenti
Muri di cinta
Realizzazione e sostituzione con modificazioni rispetto alla situazione
preesistente
Muri esterni di
contenimento
Nuova costruzione, demolizione e ricostruzione in altra parte esterna o nello
stesso luogo, ma modificando dimensioni, sagoma, materiali e colori
Muri interni Nuova costruzione o demolizione e ricostruzione in altra parte interna
Parapetti e balconi
Rifacimento o sostituzione con altri aventi caratteri diversi da quelli
preesistenti
Parete esterna Rifacimento anche parziale modificando materiali e colori (o anche solo i colori)
Parete interna Nuova costruzione, demolizione e ricostruzione in altra parte interna
Pavimentazione
esterna
Nuova pavimentazione o sostituzione della preesistente modificando la
superficie e i materiali
Pensilina protezione
autovetture
Sostituzione di quella preesistente con altra avente caratteristiche (materiali e
colori) diverse da quelle preesistenti
Persiana Nuova installazione o sostituzione con altra avente sagoma, materiale e colori diversi
Pianerottolo Riparazione struttura con dimensioni e materiali diversi da quelli preesistenti
Piscina Rifacimento modificando caratteri preesistenti
Porta blindata
esterna
Nuova installazione o sostituzione con altre aventi sagoma o colori diversi
Porta blindata
interna
Nuova installazione
Porta-finestra
Nuova installazione o sostituzione con altra avente sagoma e colori diversi
Trasformazione da finestra a porta finestra
Porte esterne Nuova installazione o sostituzione con altre aventi sagome o colori diversi e viceversa
Recinzioni
Realizzazione di nuova recinzione o sostituzione di quella preesistente con altra
avente caratteristiche diverse
Ricostruzione Demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria dell’immobile preesistente
Risparmio energetico
Opere finalizzate al risparmio energetico, realizzate anche in assenza di opere
edilizie propriamente dette
(detraibile, purché sia certificato il raggiungimento degli standard di legge)
Sanitari
Sostituzione di impianti (la sostituzione degli apparecchi sanitari è detraibile
solo se integrata o correlata a interventi maggiori per i quali spetta
l’agevolazione)
Realizzazione di servizio igienico interno
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INTERVENTI MODALITÀ’
Saracinesca
Nuova installazione di qualsiasi tipo o sostituzione di quella preesistente con
innovazioni
Scala esterna
Nuova installazione, rifacimento e sostituzione con altra di caratteri (pendenza,
posizione, dimensioni materiali e colori) diversi dai preesistenti
Scala interna
Nuova installazione, rifacimento e sostituzione con altra, modificando pendenza
e posizione rispetto a quella preesistente
Serramenti esterni
Nuova installazione o sostituzione con altri aventi finiture e colori diversi dai
precedenti
Sicurezza statica Opere finalizzate alla sicurezza statica ed antisismica
Solaio
Sostituzione dei solai di copertura con materiali diversi dai preesistenti
Sostituzione di solai interpiano senza modifica delle quote
Adeguamento dell’altezza dei solai
Soppalco Innovazioni rispetto alla struttura preesistente o nuova costruzione
Sottotetto
Riparazione modificando la posizione preesistente; sostituzione apparecchi
sanitari, innovazioni con caratteristiche diverse da quelle preesistenti
Modifiche interne ed esterne con varie opere edilizie senza modificarne la
destinazione d’uso
Formazione di una unità immobiliare abitabile nel sottotetto mediante
l’esecuzione di opere edilizie varie
(detraibile, purché già compreso nel volume)
Strada asfaltata
privata
Per accesso alla proprietà
Tegole Sostituzione con altre di materiale e/o forma diverse da quelle preesistenti
Terrazzi
Rifacimento completo con caratteristiche diverse da quelle preesistenti
(dimensioni o piano)
Tetto
Sostituzione dell’intera copertura
Modifica della pendenza delle falde con o senza aumento di volume
Tinteggiatura esterna Rifacimento modificando materiali e/o colori
Travi (tetto)
Sostituzioni con modifiche
Sostituzione totale per formazione nuovo tetto
Veranda
Innovazioni rispetto alla situazione precedente
Nuova costruzione con demolizione del muro che dà sul balcone creando
aumento di superficie lorda di pavimento
Trasformazione di balcone in veranda
Vespaio Rifacimento
Zoccolo esterno
facciata
Sostituzione con altro avente caratteri essenziali diversi
Interventi sulle parti condominiali
INTERVENTI MODALITÀ’
Aerosabbiatura Su facciata
Allargamento porte
interne
Con demolizioni di modesta entità
Allarme (impianto)
Riparazione senza innovazioni
Riparazione con sostituzione di alcuni elementi
Androne Rifacimento conservando caratteristiche uguali a quelle preesistenti
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INTERVENTI MODALITÀ’
Antenna Antenna comune in sostituzione delle antenne private
Balconi
Riparazioni parti murarie (frontalini, cielo), sostituzione di parapetti e ringhiere
conservando caratteristiche (materiali, sagome e colori) uguali
Box
Riparazioni varie e sostituzione di parti anche strutturali conservando dimensioni
uguali a quelle preesistenti
Caldaia
Riparazione senza innovazioni
Riparazione con sostituzione di alcuni elementi
Caloriferi e
condizionatori
Sostituzione con altri anche di diverso tipo e riparazione o installazione di singoli
elementi
Cancelli esterni
Riparazione o sostituzione cancelli o portoni, conservando caratteristiche
(sagoma e colori) uguali a quelle preesistenti
Canna fumaria
Riparazione o rifacimento, interno ed esterno conservando caratteristiche
(materiali, sagoma e colori) uguali a quelle preesistenti
Cantine
Riparazione conservando caratteristiche (materiali e colori) uguali a quelle
preesistenti
Centrale idrica
Riparazioni varie interne ed esterne, conservando caratteristiche (materiali,
sagoma e colori) uguali a quelle preesistenti
Centrale termica
Riparazioni varie interne ed esterne, conservando caratteristiche (materiali,
sagoma e colori) uguali a quelle preesistenti
Cornicioni
Rifacimento o sostituzione conservando i caratteri essenziali preesistenti
(materiali, dimensioni)
Davanzali finestre e
balconi
Riparazione o sostituzione conservando i caratteri essenziali preesistenti
Facciata Piccola apertura per sfiatatoio gas, rifacimento, anche completo, con materiali
e colori uguali a quelli preesistenti
Finestra Sostituzione senza modifica della tipologia di infissi
Fognatura Riparazione o sostituzione della canalizzazione fognaria, fino al limite della
proprietà del fabbricato
Garage
Riparazioni varie e sostituzione di parti anche strutturali conservando dimensioni
uguali a quelle preesistenti
Gradini scale Sostituzione con gradini uguali a quelli preesistenti, interni e esterni
Grondaie Riparazione o sostituzione senza modifiche della situazione preesistente
Impianto di
riscaldamento
(purché conforme
al DM 37/2008 – ex L.
46/90)
Riparazione dell’impianto senza innovazioni, riparazione con ammodernamenti
e/o innovazioni
Impianto elettrico Sostituzione dell’impianto o integrazione per messa a norma
Impianto idraulico Riparazione senza innovazioni o sostituzioni
Inferriata fissa Sostituzione di quelle preesistenti senza modificare la sagoma e/o i colori
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INTERVENTI MODALITÀ’
Infissi esterni
Riparazione o sostituzione, conservando la sagoma, i materiali e i colori uguali a
quelli preesistenti
Infissi interni Sostituzione con altri infissi conservando le caratteristiche preesistenti
Interruttore
differenziale
Riparazione senza innovazioni o riparazione con sostituzione di alcuni elementi
Intonaci esterni
facciata
Intonaci e tinteggiatura esterna conservando materiali e colori uguali a quelli
preesistenti
Intonaci interni Intonaci e tinteggiatura interna senza limitazioni di materiale e colori
Lastrico solare Rifacimento conservando materiali uguali a quelli preesistenti
Locale caldaia Riparazioni murarie varie conservando le suddivisioni interne preesistenti
Lucernari
Sostituzione con altri aventi gli stessi caratteri (sagoma e colori) di quelli
preesistenti
Marciapiede su suolo
privato
Rifacimento come preesistente
Montacarichi (interni
ed esterni)
Riparazione conservando caratteristiche uguali a quelle preesistenti
Muri di cinta Riparazione conservando caratteristiche uguali a quelle preesistenti
Muri esterni di
contenimento
Riparazione o rifacimento con materiali e sagoma uguali a quelli preesistenti
Muri interni
Riparazione o rifacimento conservando la stessa posizione, anche con materiali
diversi
Parapetti e balconi
Riparazione o rinforzo della struttura conservando caratteri uguali a quelli
preesistenti
Parcheggi
Riparazioni varie e sostituzione di parti anche strutturali conservando dimensioni
uguali a quelle preesistenti
Parete esterna Rifacimento, anche completo, con materiali e colori uguali a quelli preesistenti
Parete interna
Riparazione o rifacimento conservando la stessa posizione, anche con materiali
diversi
Pavimentazione
esterna
Rifacimento con dimensioni e materiali uguali a quelli preesistenti
Pavimentazione
interna
Riparazioni senza innovazioni
Pensilina protezione
autovetture
Rifacimento conservando sagoma e colori preesistenti
Persiana Sostituzione conservando le caratteristiche preesistenti (sagoma e colori)
Pianerottolo
Riparazione struttura conservando dimensioni e materiali uguali a quelli
preesistenti (interno ed esterno)
Piscina
Riparazione e rinforzo di strutture, conservando le caratteristiche (materiali,
sagoma e colori) preesistenti
Porta blindata
esterna
Sostituzione conservando sagome e colori preesistenti
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INTERVENTI MODALITÀ’
Porta-finestra Sostituzione con altra avente gli stessi caratteri essenziali
Porte esterne Sostituzione conservando sagome e colori preesistenti
Porte interne Riparazione, conservando materiali, colori, dimensioni
Recinzioni
Riparazione e sostituzione conservando caratteristiche (sagoma, materiali e
colori) preesistenti
Sanitari
Riparazione apparecchi sanitari e opere edilizie varie (tubazioni, piastrelle,
ecc.)
Saracinesca
Sostituzione con altra, purché vengano conservati dimensioni e colori uguali a
quelli preesistenti
Scala esterna
Riparazione conservando pendenza, posizione, sagoma, colori e materiali uguali
ai preesistenti
Scala interna
Riparazione e sostituzione conservando pendenza sagoma e posizioni
preesistenti
Serramenti esterni Sostituzione con altri aventi le stesse caratteristiche
Serramenti interni Riparazioni, conservando materiali caratteristiche e colori preesistenti
Solaio Sostituzione dei solai di copertura con materiali uguali a quelli preesistenti
Tegole Sostituzione con altre uguali a quelle preesistenti
Terrazzi
Riparazione delle pavimentazioni, rifacimento o sostituzione conservando le
caratteristiche preesistenti (dimensioni e piano)
Tetto
Riparazione con sostituzione di parte della struttura e dei materiali di
copertura, conservando le caratteristiche preesistenti
Tinteggiatura esterna Rifacimento conservando materiali e colori preesistenti
Tinteggiatura interna Rifacimento senza limitazioni per materiali e colori
Tramezzi
Sostituzione tramezzi interni, senza alterazione della tipologia dell’unità
immobiliare
Travi (tetto)
Sostituzione con altre aventi materiali, dimensioni e posizione uguali a quelle
preesistenti
Veranda Rifacimento parziale conservando i caratteri essenziali
Zoccolo esterno facciata Rifacimento conservando i caratteri essenziali
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6. PER SAPERNE DI PIÙ
NORMATIVA
Dpr 633/72 – Tabella A (aliquote dell’imposta sul valore aggiunto)
Dpr 917/1986 – Testo unico delle imposte sui redditi – art. 16-bis
(detrazione delle spese per interventi di recupero del patrimonio
edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici) – art. 15
(detrazioni per oneri)
Legge 449/1997 – art. 1 (legge istitutiva della detrazione degli
interventi di recupero del patrimonio edilizio)
Dm 41/1998 (regolamento per l’attuazione delle disposizioni sulle detrazioni per le
spese di ristrutturazione edilizia)
Dm 311/1999 (regolamento per le modalità e le condizioni previste per la detrazione
degli interessi passivi sui mutui per la costruzione dell’abitazione principale)
Dm 29 dicembre 1999 (individuazione dei beni significativi soggetti a Iva con
aliquota del 10%)
Dpr 380/2001 – Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia
Dl 78/2010 – art. 25 (obbligo di banche e Posta di effettuare una ritenuta d’acconto sui bonifici)
Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 30 giugno 2010 (ritenute
sui pagamenti con bonifici disposti dai contribuenti per beneficiare di oneri deducibili detraibili)
Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 2 novembre 2011
(documentazione da conservare ed esibire a richiesta degli Uffici dell’Agenzia delle Entrate)
Dl 201/2011 (introduzione nel Testo unico delle imposte sui redditi dell’art. 16-bis –
Detrazione delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di
riqualificazione energetica degli edifici)
Dl 63/2013 – art. 16 (proroga delle detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione
edilizia e per l’acquisto di mobili)
Dl 133/2014 – art. 17 (semplificazioni ed altre misure in materia edilizia)
Legge 76/2016 (regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e
disciplina delle convivenze)
Legge 232/2016 – art. 1 comma 2 (proroga delle maggiori detrazioni e introduzione
di nuove disposizioni per gli interventi antisismici)
Dm 28 febbraio 2017 e Dm 7 marzo 2017 (linee guida per la classificazione del rischio
sismico delle costruzioni) – decreti pubblicati sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei
Trasporti
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Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate dell’8 giugno 2017 (modalità
di cessione del credito relativo alla detrazione per gli interventi di adozione di misure
antisismiche realizzate sulle parti comuni degli edifici – spese sostenute dal 1°
gennaio 2017 al 31 dicembre 2021)
CIRCOLARI DEL MINISTERO DELLE FINANZE
n. 57 del 24 febbraio 1998 (primi chiarimenti sulle detrazioni per gli interventi di
recupero del patrimonio edilizio)
n. 121 dell’11 maggio 1998 (ulteriori chiarimenti sulle detrazioni)
CIRCOLARI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE
n. 95 del 12 maggio 2000 (risposte a quesiti vari)
n. 7/E del 26 gennaio 2001 (risposte a quesiti vari)
n. 13/E del 6 febbraio 2001 (risposte a quesiti vari)
n. 55/E del 14 giugno 2001 (risposte a quesiti vari)
n. 24/E del 10 giugno 2004 (risposte a quesiti vari)
n. 12/E del 1° aprile 2005 (controllo documentazione del Caf per il riconoscimento
della detrazione)
n. 17/E del 3 maggio 2005 (chiarimenti su varie questioni interpretative)
n. 17/E del 18 maggio 2006 (chiarimenti su varie questioni interpretative)
n. 11/E del 16 febbraio 2007 (risposte a quesiti vari)
n. 12/E del 19 febbraio 2008 (risposte a quesiti vari)
n. 21/E del 23 aprile 2010 (risposte a quesiti vari)
n. 40/E del 28 luglio 2010 (istruzioni sull’applicazione della ritenuta d’acconto sui bonifici)
n. 20/E del 13 maggio 2011 (risposte a quesiti vari)
n. 19/E del 1° giugno 2012 (risposte a quesiti vari)
n. 13/E del 9 maggio 2013 (chiarimenti su varie questioni interpretative)
n. 29/E del 18 settembre 2013 (chiarimenti sulle disposizioni di proroga delle
detrazioni)
n. 11/E del 21 maggio 2014 (chiarimenti su varie questioni interpretative)
n. 17/E del 24 aprile 2015 (chiarimenti su varie questioni interpretative)
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14 giugno 2017
n. 3/E del 2 marzo 2016 (chiarimenti su varie questioni interpretative)
n. 7/E del 31 marzo 2016 (modalità di pagamento degli acquisti di mobili e grandi
elettrodomestici)
n. 20/E del 18 maggio 2016, par. 10.2 (cumulo detrazioni)
n. 43/E del 18 novembre 2016 (acquisto di box auto pertinenziale senza bonifico
bancario)
n. 7/E del 4 aprile 2017 (spese che danno diritto a deduzioni dal reddito, a detrazioni
d’imposta, crediti d’imposta)
n. 8/E del 7 aprile 2017 (chiarimenti su varie questioni interpretative)
RISOLUZIONI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE
n. 136/E del 6 maggio 2002 (situazione di convivenza e qualità di comodatario,
necessaria la sussistenza al momento in cui si attiva la procedura per avere la
detrazione)
n. 184/E del 12 giugno 2002 (chiarimenti sull’applicazione della detrazione, con
particolare riferimento al familiare convivente, al limiti di spesa e alla cumulabilità)
n. 350/E dell’11 novembre 2002 (detrazioni delle spese per realizzare i collegamenti
tra una singola abitazione e la rete pubblica)
n. 1/E del 9 gennaio 2007 (acquisto del solo diritto di usufrutto e acquisto di un
immobile allo stato grezzo oggetto di lavori di ristrutturazione)
n. 84/E del 7 maggio 2007 (lavori di collettamento della rete fognaria e sistemazione
della rete idrica)
n. 124/E del 4 giugno 2007 (chiarimenti sulla detrazione delle spese sostenute per
lavori di ristrutturazione edilizia)
n. 38/E dell’8 febbraio 2008 (acquisto di box pertinenziali)
n. 73/E del 3 marzo 2008 (detrazione degli interessi passivi pagati sul mutuo
ipotecario contratto per la costruzione dell’immobile)
n. 181/E del 29 aprile 2008 (limite massimo di spesa su cui calcolare la detrazione)
n. 457/E del 1° dicembre 2008 (vendita immobile ristrutturato acquistato da persona
fisica da società di ristrutturazioni)
n. 7/E del 12 febbraio 2010 (detrazione delle spese sostenute per gli interventi sulle
parti comuni degli edifici)
n. 3/E del 4 gennaio 2011 (pagamento oneri di urbanizzazione e di quelli collegati
alla realizzazione degli interventi agevolati)
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n. 4/E del 4 gennaio 2011 (lavori di ampliamento eseguiti in attuazione del “Piano
Casa”)
n. 7/E del 13 gennaio 2011 (acquisto di box pertinenziali)
n. 55/E del 7 giugno 2012 (dati del bonifico per l’applicazione della ritenuta
d’acconto)
n. 22/E del 2 aprile 2013 (detrazione per acquisto e installazione di un impianto
fotovoltaico diretto alla produzione di energia elettrica)
n. 64/E del 28 luglio 2016 (detrazione delle spese per interventi di recupero del
patrimonio edilizio sostenute dal convivente more uxorio)
n. 9/E del 20 gennaio 2017 (validità dei pagamenti mediante bonifici su conti accesi
presso un istituto di pagamento)
ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DELLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI
sito dell’Agenzia delle Entrate “Modelli di dichiarazione”
I documenti di normativa e di prassi indicati sono reperibili attraverso il servizio
curato dal CERDEF (Centro di Ricerche e Documentazione Economica e Finanziaria),
presente sul sito del Dipartimento delle Finanze
Pubblicazione a cura dell’Agenzia delle Entrate
Sezione Pubblicazioni on line dell’Ufficio Comunicazione
Capo Ufficio: Sergio Mazzei
Capo Sezione: Claudio Borgnino
Progettazione grafica e testi: Paolo Calderone
Si ringrazia la Direzione Centrale Normativa
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